Sognare ad occhi aperti si può e chi ama i viaggi e l’avventura lo sa benissimo. Oggi vogliamo parlarvi della favolosa Vienna, città dei sogni, luogo che ha incantato ed ispirato numerosi artisti, pittori, poeti, musicisti, filosofi. La città che per il settimo anno consecutivo si è classificata al primo posto come posto in cui si vive meglio. E, in effetti, ora non possiamo che confermarlo. Sono bastati 5 giorni e 4 notti per renderci conto della bell’aria viennese. 5 giorni possono sembrare pochi per alcuni di voi, ma se ben organizzati (click per consigli) è possibile cogliere a pieno il fascino della città, senza per questo avere fretta nel visitarla e, anzi, ricavando molti momenti di svago e relax. Incantevole, seducente, calma e delicata: questi quattro aggettivi racchiudono l’imponente Vienna. Ecco dunque il nostro diario di viaggio a Vienna.

Abbiamo prenotato con largo anticipo la nostra vacanza. C’erano prezzi vantaggiosi per un volo di andata con FlyNiki, e di ritorno con AirBerlin. Appena atterrati abbiamo potuto notare un aeroporto piccolo, ma molto ben organizzato, efficiente e pulito. Qui abbiamo raggiunto il terminal ferroviario che collega l’aeroporto al sistema metropolitano della città. Per il collegamento si può scegliere di prendere il treno della linea S7 oppure il CAT, per cui siamo arrivati molto agevolmente all’appartamento prenotato con AirBnb.
Da questo momento abbiamo dato inizio a una permanenza che è sembrata davvero un sogno.

Primo giorno

Arrivati a casa e organizzati i bagagli approfittiamo subito per approfondire la prima importante visita, già programmata, al Belvedere. Alloggiando nello stesso quartiere ci è venuto semplice partire proprio da lì, un luogo fondamentale per capire la città e la sua storia. Il maestoso castello barocco, costruito agli inizi del 700 dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt, ospita al suo interno capolavori di David, Schiele, Picasso, Renoir, Manet, Van Gogh, Cezanne. Una delle sezioni più emozionanti è stata quella dedicata a Gustav Klimt.

 

Poter vedere da vicino, fra le altre, la sua opera più famosa, Il Bacio, è stato un momento magico.
Il Belvedere è composto da un edificio inferiore e uno superiore, due strutture separate, collegate da un giardino molto curato, con siepi, fontane e viali simmetrici, che creano prospettive a dir poco maniacali.
La visita al Belvedere ci ha impegnati per qualche ora, di conseguenza si avvicinava il momento di una meritata merenda.
Per celebrare il primo impatto con l’Austria, con Vienna e con la sua tradizione culinaria, decidiamo di provare la tanto pubblicizzata Sacher. Dove avere una prima impressione se non nella patria della Sacher? E dove se non nella pasticceria che a detta di molti vanta l’invenzione nonché la miglior prosecuzione della tradizione? Così abbiamo deciso di fare la prima esperienza al bar dell’Hotel Sacher. Ci accomodiamo in un ambiente rilassante e degustiamo il nostro bel pezzetto di torta, una vera delizia. Prezzo?? Euro 6,50 a pezzo, ma ne vale la pena.

Sacher a Vienna

Sacher a Vienna

 

Dopo un lungo relax, rientriamo a casa, doccia veloce e pronti per esplorare le vie del centro di sera. Camminando veniamo attratti da un ristorantino un po’ nascosto, entriamo e ordiniamo piatti tipici, la famosa cotoletta Schnitzel e lo Schweinsbraten, un arrosto di maiale, servito con canederli di pane e crauti. Ottimi tutti e due. Finita la cena, ci rechiamo al Casinò. Una visita veloce, non siamo giocatori, ma nei casinò si trova sempre gente particolare, vale sempre la pena passarci un’oretta.

Secondo giorno

Sveglia: ore 9.30. Visita all’Hofburg, la bella residenza della principessa Sissi e di Francesco Giuseppe. Qui, oltre alla vastissima esposizione dei servizi da tavola e oggettistica dell’Impero, è possibile ammirare gli abiti della principessa e gli ambienti interni della vita imperiale. Un vero tuffo nel passato. Dopo aver sognato a lungo, facciamo una dolce passeggiata lungo il complesso e giungiamo al Museum Quartier. I musei proposti nel circondario sono tanti, tutti importantissimi. Ad esempio al Leopold è possibile ammirare altre opere di Klimt e Schiele.
Noi abbiamo deciso di visitare il Mumok, attratti soprattutto dall’esposizione dedicata all’azionismo viennese (la consigliamo anche se in certi casi ci vuole un po’ di coraggio).
Dopo la visita approfittiamo del tempo libero per fare una passeggiata lungo il Danubio per poi, ovviamente, buttarci in una taverna e andare di Frittatensuppe, un brodo con pezzi di frittata e Tafelspitz, un bollito di manzo in brodo servito con verdure e patate bollite e rafano.

Terzo giorno

Mattino presto. Visita allo Schonbrunn, la famosa residenza estiva degli Asburgo. Qui, tra labirinti di siepi e una lunghissima passeggiata fino alla terrazza sulla collina è possibile sentire ancora le carrozze che attraversano il viale. Poi, forza e coraggio, pronti per visitare le 40 sale all’interno del palazzo. Qui, gli occhi non possono che continuare ad immaginare e sognare la vita di Sissi e dei romanzati personaggi asburgici. Dopo la visita, una breve passeggiata nei mercatini presenti nel viale del palazzo. Qui abbiamo mangiato il famoso Kaiserschmarrn, una sorta di crepes tagliate grossolanamente, con salsa di mele e zucchero a velo, che delizia.
Nel pomeriggio, non poteva mancare la visita alla casa museo di Freud. Abbiamo visitato lo studio in cui effettuava le sue sedute di psicoanalisi e i pochi oggetti personali donati dalla figlia.
Nella serata decidiamo di recarci al Prater, un enorme complesso di giostre, un tuffo nel divertimento viennese. C’era una particolare giostra a catena altissima, montagne russe, ruote panoramiche e tantissime birrerie e ristorantini tipici.

montagne russe del Prater a Vienna

montagne russe del Prater a Vienna

Quarto giorno

Sveglia prestissimooooooo. Ragazzi è sabato e non può mancare la visita al  naschmarkt e al famoso mercato delle pulci vicino. Qui, tra odori e sapori vari, si rimane affascinati dalla gentilezza e dalla spontaneità dei commercianti. E’ suggestivo passeggiare e guardare a destra e sinistra le belle bancarelle, tutte colorate, piene di frutta, spezie, ortaggi vari, e in fondo tantissime esposizioni di oggetti particolari e tipici. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Un nostro consiglio, è quello di acquistare qui i souvenir a prezzi molto bassi, rispetto alle vie del centro. Su alcune bancarelle potete trovare le stesse calamite vendute negli shop, a prezzo più che dimezzato.

 

Ad ora di pranzo ci rechiamo alla Kunst Haus, residenza realizzata dall’architetto Hunderwasser. Qui è bastato vedere già dall’esterno la straordinaria arte dello scultore e pittore, dalle forme, geometrie e colori fantastici, per rimanerne incantati.  Rientriamo a casa e la sera ceniamo ad un altro locale tipico che consigliamo vivamente. Parliamo dell’Hinterholz, un pub tutto in legno e con una atmosfera particolare e calda. Qui, oltre a bere birra a volontà, abbiamo mangiato un’altra eccellenza viennese, il famoso Zwiebelrostbraten, una costata di manzo arrostita con croccanti pezzi di cipolla e patate bollite, anche questa, oltre ad essere un piatto abbondante (come tutti i piatti viennesi) aveva un sapore straordinario.

Quinto giorno (purtropo l’ultimo)

Purtroppo siamo arrivati all’ultimo giorno
La partenza dell’aereo è  alle 19.00 ma, la mattina, con le nostre valigie piene delle buone “Palle di Mozart” decidiamo di fare ancora un passeggiata in centro. Degustiamo un’altra Sacher, questa volta però andiamo da Demel, ( costo euro 4,50) concorrente dell’Hotel Sache. Poi ci inoltriamo per altre vie del centro fino ad arrivare al famoso orologio dell’Anker. Realizzato in stile liberty e creato dallo scultore Franz Von Matsch nel 1911/1914, è un gigantesco carillon in cui si muovono, nell’arco delle 12 ore, altrettante figure della storia viennese a ritmo di musica. Noi, per fortuna riusciamo ad assistere alla sfilata delle figure alle ore 13.

 

Dopo un breve pasto a base di pesce al fastfood Nordsee, ci rechiamo in aereoporto prendendo il treno.
Come avete potuto notare con questo diario di viaggio a Vienna, 5 giorni sono stati sufficienti per godersi la magia della città. per visitare i luoghi caratteristici e assaporare cibi altrettanto genuini e particolari. Allo stesso tempo non abbiamo subito lo stress di visite frettolose e incomplete, anzi. Siamo riusciti ad assaporare anche i momenti di relax e le passeggiate. Non ci resta che consigliarvi di visitare Vienna, ne vale davvero la pena.

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