Roma è la capitale d’Italia e rappresenta a pieno lo spirito e la cultura classica. La città è visitatissima per le caratteristiche che tutti possiamo immaginare. Forse è per questo che sempre più spesso le altre città italiane strizzano l’occhio al futuro, spostando la competizione su nuovi scenari che non prevedono retroriferimenti. Beh questa volta Roma pare aver risposto benissimo all’appello con “Cross The Street“, una mostra sulla street art proposta al MACRO che non ha nulla da invidiare alle altre mostre a tema di livello mondiale.

Cross The Street al MACRO

La mostra è stata aperta il 7 maggio e proseguirà fino al 1 ottobre 2017. Il MACRO ha diverse sedi, Cross The Street è presente nella sede del museo di Via Nizza. Se siete in visita a Roma o state programmando una vostra permanenza nella capitale potete cogliere l’occasione di visitare questo museo che, oltre alla mostra Cross The Street, ospita opere permanenti e altre aree dedicate ad artisti importantissimi, fra cui troverete nomi del calibro di Tano Festa, Danilo Bucchi, Rotella, Consagra e molti altri.

Cross The Street al Macro

Cross The Street al Macro

Quali opere si possono ammirare alla mostra Cross The Street?

La mostra offre una grandissima opportunità di approfondimento su diversi fronti. Per quanto riguarda il writing sono presenti testimonianze su decenni di graffiti romani. Si possono guardare foto di graffiti, documenti video delle azioni notturne più coraggiose e installazioni. Credo sia davvero un gran riconoscimento per le crew più importanti. Alcune bacheche mostrano fanzines dedicate esclusivamente al writing, testimonianze importantissime per un movimento culturale così underground ma allo stesso tempo ampio.

Nell’ala dedicata alla street art la mostra pare aver dato il meglio del suo impegno. Si possono ammirare intere pareti dipinte dagli artisti più importanti della scena romana ed internazionale. Io credo che sia stata un’operazione congeniata davvero bene. Nella sala ci sono opere di Space Invader in perfetta convivenza con, ad esempio, una parete intera allestita da JB Rock, artista romano che finalmente pare avere il posto che merita. Discorso valido allo stesso modo anche per Diamond che compare nella mostra con una grande opera mozzafiato.

I Blasonati

Naturalmente la mostra è di per sé un prodotto commerciale, perciò ci vuole qualche opera civetta che attragga maggiori visitatori. Ecco quindi comparire alcuni mosaici di Invader, fra cui ne ho riconosciuto almeno uno appartenente alla sua invasione di Roma di qualche anno fa. Una parete molto grande è stata dedicata a Shepard Fairey (Obey), allestita con una grande murata più alcune sue opere più piccole. Non poteva mancare qualche toy di Ron English, altro personaggio che ha dato tanto a Roma. Ma ciò che più ho apprezzato è stata appunto la compresenza di personaggi ormai blasonati ed artisti che, seppur attivi da decenni, continuano la propria missione più a testa bassa, finalmente in qualche modo riconosciuti anche ad un pubblico più vasto.

La parete con cui si apre la mostra è a disposizione di chiunque voglia intervenire con la propria firma o con il proprio sticker, altra testimonianza di quanto sia bello questo movimento. Ho potuto individuare firme e stickers degli artisti che più amo. C’era no alcuni collettivi, ma anche Qwerty, Valda, Super Santos eccetera eccetera.

 

 

 

 

 

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